Questo lo scenario oramai largamente conosciuto, che ha portato il sentiment degli investitori e consumatori ai minimi da oltre vent’anni. Con gli andamenti recenti, principalmente negli ultimi mesi, con un ampio rientro dei PREZZI, la situazione sembrerebbe verso un miglioramento, con un allentamento dell’INFLAZIONE. Abbiamo avuto un calo dei METALLI dal picco ottobre del 35/45pc, con ALU, ZINCO, LEGNAME, ACCIAIO tra il -15 e il -50pc. SOIA, GRANO, OLIO di PALMA -25/-30pc. Del GAS-EU -48pc con ritorno ai livelli di settembre 2021, e PETROLIO tornato ai livelli di inizio anno. Dei FERTILIZZANTI -10pc solo in settembre.
Prematuro comunque parlare di una riduzione dei TASSI, visto che non sono ancora stati rialzati a sufficienza, per allinearsi ai rendimenti di mercato, e dove la pressione dal rialzo dei PREZZI non è ancora stata vista nel suo pieno per quanto riguarda i prezzi delle merci lavorate, e quindi ancora da riversare sui prezzi finali al consumo. Inoltre, abbiamo ancora problemi di LOGISTICA, mancanza di COMPONENTI e di PERSONALE specifico, MALTEMPO ad alimentare le incertezze sulle FORNITURE. Alcuni Governi stanno frenando l’export di vari prodotti chiave, in cerca di frenare il rialzo dei prezzi interni, e la speculazione. La GUERRA COMMERCIALE innescata dagli USA contro la CINA, ora concentrata principalmente su chip, semiconduttori, dove la Cina produce l’80pc delle richieste globali. E sull’ENERGIA, contro la URSS, SAUDI e Paesi Arabi.