Scoperti nuovi principi organizzativi del genoma
La sua scoperta fornisce nuove informazioni sul genoma, offrendo potenzialmente un nuovo mezzo per individuare le aberrazioni genomiche legate ai disturbi dello sviluppo e alle malattie umane.
La sua scoperta fornisce nuove informazioni sul genoma, offrendo potenzialmente un nuovo mezzo per individuare le aberrazioni genomiche legate ai disturbi dello sviluppo e alle malattie umane.
I centromeri sono regioni cromosomiche essenziali per il mantenimento dell'informazione genetica, sono costituiti da DNA legato a specifiche proteine e controllano la separazione dei cromosomi durante la divisione cellulare. Al contrario di quanto avviene per altri loci, la funzione dei centromeri non è determinata dalla sequenza di DNA, ma da fattori epigenetici.
Il 60% delle malattie infettive umane proviene dagli animali, come le Invasive Alien Species (IAS), specie animali, dalla nutria allo scoiattolo grigio e al procione, volontariamente o accidentalmente introdotte dall’uomo al di fuori dal proprio ambiente naturale. Conoscere e comprendere i meccanismi all’origine di nuove infezioni da specie invasive significa identificare in anticipo nuovi focolai epidemici e rispondere in maniera tempestiva a potenziali emergenze di sanità pubblica.
L'infiammazione è una parte essenziale del processo di guarigione del corpo. Ma quando persiste, può contribuire a un'ampia gamma di malattie complesse tra cui il diabete di tipo 2, le malattie cardiache e le malattie autoimmuni. Ora, la prima ricerca genetica al mondo (1) dell'University of South Australia mostra un legame diretto tra bassi livelli di vitamina D e alti livelli di infiammazione, fornendo un importante biomarcatore per identificare le persone a più alto rischio o gravità di malattie croniche con una componente infiammatoria.
La cura di malattie genetiche debilitanti è una delle grandi sfide della medicina moderna. Durante l'ultimo decennio, lo sviluppo delle tecnologie CRISPR e i progressi nella ricerca genetica hanno portato nuove speranze per i pazienti e le loro famiglie, sebbene la sicurezza di questi nuovi metodi sia ancora fonte di notevole preoccupazione.
Il polpo è un organismo eccezionale, dotato di un cervello estremamente complesso e di capacità cognitive considerate uniche tra gli invertebrati. Per certi aspetti ha più cose in comune con i vertebrati che con gli invertebrati. La spiccata complessità neurale e cognitiva di questi animali potrebbe trovare origine da un’analogia molecolare con il cervello dell’uomo, così come scoperto da una ricerca coordinata dal dottor Remo Sanges (1) della SISSA di Trieste e il dottor Graziano Fiorito (2) della Stazione Zoologica Anton Dohrn di Napoli, e recentemente pubblicata su BMC Biology.
Il fondale oceanico è l'ecosistema meno esplorato del pianeta, nonostante ricopra oltre il 60% della superficie terrestre. Vita in gran parte sconosciuta nei sedimenti abissali, dagli animali bentonici ai microbi, aiuta a riciclare e/o sequestrare la materia (in)organica che affonda originata dalle comunità pelagiche che sono numericamente dominate dal plancton microscopico. Gli ecosistemi bentonici sono quindi alla base di due importanti servizi ecosistemici di importanza planetaria: il sano funzionamento delle reti alimentari oceaniche e il seppellimento del carbonio su scale temporali geologiche, entrambi regolatori critici del clima terrestre.
Un'erba può detenere la chiave per comprendere e prevedere la mutazione del DNA, secondo una nuova ricerca dell'Università della California, Davis e il Max Planck Institute for Developmental Biology in Germania. I risultati, pubblicati nel Journal Nature, (1) cambiano radicalmente la nostra comprensione dell'evoluzione e un giorno potrà offrire nuovi importanti indizi ai ricercatori o addirittura aiutare gli esseri umani a combattere il cancro.
Nella ricerca scientifica ci sono tonnellate di dati da analizzare ogni giorno, ad esempio per capire che impatto possono avere una certa dieta o l'invecchiamento sul rischio cardiovascolare. Un lavoro enorme e noioso, che spesso viene fatto manualmente (con i possibili errori del caso) e che porta via ai ricercatori giorni preziosi. Da oggi però può essere risolto in pochi minuti e in una manciata di click grazie a reString, un software gratuito ed open source realizzato dal Laboratorio di Farmacologia Sperimentale e Biologia Integrata dell'Aterosclerosi dell'Università Statale di Milano, diretto dalla professoressa Chiesa Giulia Maria.